Palio del Niballo
Giugno
 
La "bigorda d’oro" ed il "Palio del Niballo" sono una disfida a cavallo fra i cinque rioni faentini: un combattimento tra cavalieri, armati di lancia, per battere il Niballo. La corsa è arricchita dai tornei tra gli sbandieratori e dalle settimane gastronomiche nei cinque rioni.
In programma manifestazioni in costume del primo rinascimento con oltre 400 figuranti.
Ingresso gratuito.
L'origine di questo Palio è certamente molto antica, e deriva dalla sovrapposizione di numerose componenti storiche. Nel gennaio 1164, Enrico e Guido Manfredi, signori della citta', ospitarono l'imperatore Federico Barbarossa, e questi istituisce una quintana, ovvero una giostra equestre: utilizza una statua a mezzo busto, girevole che porta nel braccio sinistro uno scudo e nel destro un flagello. Il campo di gara era il Brolo, un orto situato dietro la casa dei Manfredi (nell'attuale via Baroncini); si giostrava impiegando armi di legno, secondo le disposizioni della Chiesa. Dal 1290 circa si tiene l'antico Palio di San Nevolone, organizzato dalla corporazione dei calzolai, di cui Nevolone e'il Santo Protettore. Poi si ha notizia di un Palio di San Pietro, dedicato all'antico Santo patrono di Faenza. A partire dal 1410 - con la signoria di Gian Galeazzo I - il 16 agosto si corre il Pallio dell'Assunta; questi premi: un drappo verde al primo, una porchetta al secondo, un gallo (con aglio e spezie) al terzo. L'attuale Palio del Niballo appare ispirato all'antica quintana. La parola Niballo è una volgarizzazione del nome Annibale: così veniva chiamato popolarmente il re moro raffigurato nel simulacro girevole. Dopo un lungo periodo di oblio, il Palio e' ripreso nel 1959. Nel 1977 si e' aggiunto il Torneo della Bigorda d'oro, un altro Palio per i giovani cavalieri; la bigorda era una lancia di legno usata appunto per i tornei. La domenica precedente il Palio si tiene un'anteprima cerimoniale: si esibiscono gli alfieri bandieranti delle contrade, che gareggiano a coppie;poi i capi dei rioni e i cavalieri prestano giuramento in piazza del Popolo. La terza domenica di giugno, la festa inizia con un corteo storico in costume; poi tutti si dirigono allo stadio comunale; dove si corre il Palio. Da uno stesso punto del campo partono in direzioni opposte dei cavalieri rivali; galoppando in senso contrario devono giungere al bersaglio del Niballo. E' appunto un simulacro a mezzo busto; all'estremita' della braccia aperte poerta un dischetto metallico, del diametro di otto centimetri: quando uno dei dischetti viene colpito dalla lancia di un cavalieri, scatta il meccanismo che fa sollevare il braccio e blocca l'altro, stabilendo così la priorità del colpo. I rioni cittadini in gara sono cinque, e i cavalieri che li rappresentano si confrontano tutti a due a due: iniza il torneo il cavaliere del rione risultato vincente nel Palio dell'anno precedente, e si confronta con gli altri quattro; poi ciascuno di loro sfida gli altri, per un totale di venti tornate. Quando un cavaliere vince, conquista lo scudo dell'avversario; al termine del torneo si conteggiano gli scudi, e vengono assegnati i premi medievali: al primo classificato spetto il Palio, al secondo la porchetta e al terzo il gallo e una corona d'aglio. Al rione ultimo classificato va invece ironicamente la chiave con la quale chiudere le porte dello stadio: infatti l'ordine di uscita e' il medesimo determinato dal punteggio.
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